Fiori di Bach

FIORI DI BACH: LE DUE COSE ESSENZIALI

Ci sono due cose essenziali che il guaritore deve sempre tenere a mente quando sta per aiutare un paziente. La prima è incoraggiare le sua individualità, e la seconda è insegnargli a guardare il futuro.

Una volta che siamo veramente la nostra individualità autentica, la nostra propria personalità, che abbiamo imparato “Sii sincero con te stesso”, la malattia stessa non può colpirci. Una volta che l’animo, lo spirito, e il corpo sono in armonia, la malattia passa.

In questi tempi di conformismo molti trovano che sia difficile essere se stessi, eppure si può fare.

Ogni essere umano è unico, in quanto ha una personalità propria che non dovrebbe essere sommersa dal flusso della tendenza moderna che porta a distruggere il carattere, che si forza di fare di noi soltanto unità di misura, numeri, o parti di una grande macchina. Ogni singola persona ha una vita da vivere, un lavoro da svolgere, una gloriosa personalità, una splendida individualità.

Il guaritore dovrebbe riconoscere nel sofferente che la sua malattia è dovuta alla perdita di espressione spirituale che consegue alla paralisi della sua missione per via dei pensieri e delle influenze di chi gli sta attorno.

Poi l’altro punto, guardare avanti e pensare al futuro.

Non lasciare che i pazienti pensino al passato; quello è superato e accaduto,  e non importa quali siano le colpe, gli errori, i passi falsi, lasciate che questi siano dimenticati e banditi dalla mente, poiché il passato avrà insegnato la sua lezione, e questa sarà impressa abbastanza profondamente che non c’è bisogno di rammentarlo.

Come lo scalatore guarda la cima che egli spera di raggiungere, così nella vita essi devono, con convinzione e costanza, tenere gli occhi fissi verso il futuro e mai volgersi dietro. Tutti i loro sbagli e le loro colpe sono state semplicemente esperienze per insegnar loro meglio, per far distinguere loro la via del bene e del male.

Per queste ragioni un guaritore non permette mai al paziente di parlare del passato. la malattia di ieri è di ieri, non ha nessuna importanza adesso. Quello che noi dobbiamo trattare è lo stato presente del paziente, come egli è esattamente nel momento in cui lo vediamo.

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