Leggerezza

LEGGEREZZA: IL CONCETTO DI IMPERMANENZA

L’impermanenza è un concetto filosofico cardinale, legato soprattutto alle filosofie orientali, in particolare al buddismo.

L’impermanenza è la transitorietà dei fenomeni: tutto è passeggero, tutto muta, niente è eterno. Credere alla permanenza di una sensazione, di un’emozione o di una relazione è illusorio.

L’accettazione di questa verità – o meglio, la sua concreta e costante percezione – permette uno sguardo sereno, leggero sul fluire delle cose.

Questo concetto ci sottolinea la responsabilità che abbiamo in ogni relazione e di come questa responsabilità sia confusa con la pretesa del controllo sulla vita. L’ineluttabilità dell’impermanenza ci dovrebbe portare a VIVERE CON LEGGEREZZA e presenza, dimenticando le nostre aspettative.

Noi essere umani abbiamo necessità di dare connotati razionali al tempo, fermando gli eventi, per rassicurare le nostre paure. L’impermanenza ci si pone davanti in ogni momento, l’impermanenza è la vita che scorre nelle nostre esistenze.


Il problema, non è cos’è l’impermanenza, ma quello che si “muove” ogni volta che perdiamo qualcosa. Qualcosa che perdiamo perché gli diamo un connotato personale e possessivo (un oggetto, un amore, una vita…), e manda in crisi la nostra stessa esistenza e il valore che ci diamo. Pura illusione.

L’impermanenza ci permette di allenarci nel distacco – che si perfeziona solo con lo strumento dell’accettazione – autoalimentando la nostra libertà interiore, libertà che ci permette di avvicinarci agli altri con una vera presenza che lascia autonomi.

L’impermanenza è il moto primario della vera evoluzione.


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