Articoli di psicologia Psicologia

Neuroni specchio e alchimia

Vivere o morire? Condurre una vita in linea con la tua vera essenza o seguire la via tiranna della mente condizionata da paure e sensi di colpa?
Nessuno può realizzare qualcosa che non riesce ad immaginare e, paradossalmente, più ti ostini ad agire sforzandoti di stare dentro a protocolli prestabiliti che non ti assomigliano, più la tua capacità
creativa ed immaginativa crolla a picco in un buco nero con pareti lisce e senza fondo.
Perciò ciò che stai vivendo e che non ti piace sembra diventare una trappola invalicabile senza alcuna prospettiva di uscita.
Dove c’è sforzo non c’è forza! Prendendo coscienza di questo, abbiamo la possibilità di trasformare le nostre prospettive, di agganciarci al nostro mondo interno in ogni situazione decisionale della giornata e chiederci se realmente stiamo facendo ciò che è in linea con noi.
Sei nel posto in cui vorresti essere? Sei in una vita che ti piace nonostante le tante cose da fare? E bada bene, non si tratta di rifuggire le responsabilità, anzi!
Se partiamo dal presupposto che responsabilità è la nostra capacità a rispondere di noi (responsabilità), potrai immediatamente dedurre quanto essere liberi sia, in realtà, un vero allenamento che richiede tenacia, coraggio e tanta pazienza e ascolto. E’ un cambio di prospettiva: non più verso l’esterno, in direzione di ciò che gli altri dicono o pensano, ma verso l’interno e l’infinito spazio che in esso si spalanca.
Il problema è che molto spesso si ha paura proprio di quel mondo interno, motivo per cui passiamo l’intera vita a correre come forsennati sperando di fuggire a noi stessi dimenticando un piccolissimo dettaglio: ci seguiamo! Siamo per noi stessi una presenza costante, ci pediniamo
ovunque, in qualsiasi angolo del mondo e in qualsiasi istante!
Perciò possiamo scegliere di essere i migliori alleati per noi stessi o i peggiori stalker!
Nel secondo caso rischiamo di essere attanagliati da ansia, depressione, attacchi di panico, ossessioni, crolli di autostima, enormi e indissolubili periodi di crisi profonde.
Se invece scegliamo la via dell’alleanza, allora la storia cambia!
Non siamo più costretti a rivivere ogni giorno un saga horror infinita ma pian piano, con molta delicatezza e stupore, potremmo trovarci davanti a nuove idee inattese che iniziano a farsi spazio
tra le tenebre di un mentale stanco degli stessi cupi colori.
E sai perché questo accade?
Perché il nostro cervello funziona e comunica per immagini. Il buon vecchio Dott. Rizzolatti, considerato il massimo esponente italiano di neuroscienze, ne ha dato prova con i suoi amati neuroni specchio, base fondamentale per l’empatia, l’apprendimento e la socialità.
Quando ero all’Università di Parma nella Facoltà di Psicologia, facevamo lezione con lui ogni settimana dalle 19 alle 21 di sera. L’aula era gremita – in quel periodo eravamo in tantissimi iscritti e molti sedevano per terra per ascoltare con grande sete di conoscenza tutto ciò che aveva da
raccontarci.
Quel piccolo ometto canuto, coi capelli arruffati e i baffoni bianchi, ogni settimana ci dedicava il suo tempo per condividere con noi il suo sapere, per raccontarci di quanto meravigliosi fossero il nostro corpo e la nostra mente e questi neuroni specchio che ci mettono in connessione con tutto
e tutti, persino con le intenzioni altrui, anche senza proferire parola! Se non è magia questa!
In pratica, a livello cerebrale, se ti guardo lavare i piatti è come se lo stessi facedo anche io, se ti guardo sorridere è come se lo stessi facendo anch’io. Perciò oltre al piano motorio, apprendo anche il processo intenzionale.
Fino a qualche anno fa si pensava che il sistema motorio producesse solo movimenti. Poi Rizzolatti e il suo gruppo di scienziati hanno scoperto che molti neuroni rispondo agli stimoli visivi: se vedo una persona che prende in mano un cucchiaio, sono già sintonizzato su quel gesto perché sono
neurologicamente programmato per farlo.
Se osservo una persona disgustata si attivano in me esattamente le stesse aree cerebrali del soggetto in questione.
Siamo un processore alchemico di possibilità infinita, di apprendimento reciproco. “Non deduco ma sento. C’è un legame intimo, naturale e profondo tra gli esseri umani. Il processo non è logico ma intuitivo” >(Rizzolatti).
Jung lo chiamava Inconscio Collettivo. Quindi, come abbiamo potuto vedere, la mente non è un fatto personale ma un evento comune.
Erroneamente abbiamo la sensazione di avere una nostra personale mente pensante che però è, invece, una mente comune.
Su questo hanno lavorato molto bene tutti i processi di marketing e di psicosi collettiva che ciclicamente e quotidianamente roteano attorno alle nostre vite e che hanno il compito di darci la sensazione di non avere scampo a meno che non compriamo un determinato prodotto o non ci
proteggiamo subito da qualcosa di terribile in arrivo.
E in questo mood ci dimentichiamo di ascoltarci, di stare in contatto con noi stessi, con la nostra essenza, e arriviamo a pensare di non avere possibilità di esistere se non come qualcun altro ci vorrebbe.
Tutto ciò allarga a macchia d’olio l’aspetto di ombra in cui vegeta la nostra incapacità di prenderci responsabilità concrete per noi stessi, affibbiando poi la colpa sempre a qualcun altro.
La buona notizia è che si può invertire la rotta!
Posso portarvi tanti esempi di miei guerrieri coraggiosi che in questi anni hanno compiuto il grande viaggio dentro se stessi, andando a conoscere le proprie ombre, facendo uscire gli scheletri dagli armadi e danzando con loro!
E come Perseo che ha potuto vincere l’enigmatica Sfinge solamente dopo il viaggio nell’oltretomba, così anche i miei caparbi guerrieri e dee si sono avventurati nell’ignoto, si sono dati un tempo per ascoltare la propria paura, senza giudicarla ma così, semplicemente dandole lo
spazio di essere. Proprio dentro a quella oscurità hanno ritrovato se stessi ma trasformati, in quella potente alchimia che è l’unione della luce e dell’ombra, in quella congiunzione intima di impermanenza dove si trova l’Amore per sé.
Così, una volta usciti di lì, hanno trovato abbondanza lasciando un lavoro a tempo indeterminato, hanno trovato pace là dove apparentemente non ci doveva essere alcuna certezza, hanno procreato là dove sembrava impossibile che la vita potesse accadere.

E se loro sono riusciti a fare tutto questo, per la proprietà transitiva dei neuroni specchio, puoi farlo anche tu per te stesso.
Piccole ribellioni quotidiane, piccoli cambiamenti alle tue abitudini iconiche…ogni giorno qualcosa di molto piccolo che inizia a creare una prospettiva diversa.. e nel giro di qualche tempo ti ritroverai ad aggiustare il tiro, ad affinare le scelte, via via sempre di più fino a rendere la tua vita
esattamente per come la desideri.
Provare per credere!
Dott.ssa Turci Silvia

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