Le nuove tecnologie: rischio o opportunità?

Le nuove tecnologie

“Lo smartphone è come la sega elettrica; molto utile, ma se la usa un bambino diventa molto pericolosa”.
(Alberto Pellai)

Negli ultimi anni le nuove tecnologie (smartphone, tablet, pc…) stanno avendo sempre più spazio nelle nostre vite e anche in quelle dei più piccoli. I bambini passano sempre più tempo in casa e in solitudine anche grazie all’utilizzo delle nuove tecnologie che riempiono i loro pomeriggi. 

Le nuove tecnologie hanno semplificato molti processi della vita quotidiana, ci hanno reso possibile la comunicazione con persone fisicamente lontane da noi, fanno sì che siamo sempre informati su quello che accade nel mondo e hanno reso possibile tante altre funzioni che ci hanno agevolato nella quotidianità.  

La televisione è un mezzo che chiunque di noi ha all’interno della propria casa, negli ultimi anni il suo uso è stato spodestato dai nuovi media che risultano più accattivanti e interattivi. 

Capita sempre più spesso di vedere al ristorante, nelle sale d’attesa o in qualsiasi luogo dove si debba attendere che ci siano bambini con strumenti digitali in mano che schiaccino nervosamente tasti intenti a giocare e a non disturbare gli adulti. 

Oltre che in veste di baby-sitter i nuovi media vengono usati per calmare capricci e nervosismo dei più piccoli. 

Secondo il sondaggio svolto dal Centro per la salute del Bambino Onlus di Trieste in collaborazione con l’Associazione Culturale Pediatri il 30% dei genitori ricorre a questo espediente nel primo anno di età, per arrivare a oltre il 70% dopo i due anni di età. Secondo lo stesso sondaggio un bambino su cinque in Italia prende contatto con il telefono cellulare dei genitori nel primo anno di vita e fra i 3 e i 5 anni di età, l’80% dei bambini è ormai in grado di usare il telefonino di mamma e papà.

Fra gli adolescenti, ha dimostrato uno studio del 2015 del network europeo coordinato dalla Cattolica di Milano “Net Children Go Mobile” oltre il 50% tiene il telefono acceso giorno e notte. Già a 9-10 anni il 26% ha un proprio computer portatile, l’11% uno smartphone e il 4% un tablet personale.  

Una buona notizia è che due genitori su tre, in media, usano gli apparecchi elettronici insieme ai figli. E che l’abitudine agli schermi non esclude del tutto la lettura: apre un libro con i figli almeno 4 volte alla settimana il 77% delle famiglie che hanno partecipato al sondaggio.

Tv e videogiochi sono i media che i bambini utilizzano con maggior coinvolgimento e con sessioni anche piuttosto lunghe, che avvengono spesso in assenza dei genitori. Il mezzo perde invece attrattiva nella pre-adolescenza, quando si tende a privilegiare la navigazione e la socializzazione via Web. 

Tutti i computer sono multitasking perché ci permettono di utilizzare contemporaneamente più programmi ad esempio posta elettronica, scrittura, chat… Le giovani generazioni sono tutte multitasking proprio perché abituate di fronte al pc a tenere aperti più programmi: rispondono via chat, fanno una ricerca per la scuola, guardano un video su youtube e ascoltano musica. Per alcuni aspetti può sembrare una caratteristica positiva ma il cervello ne risente, è bombardato da troppi stimoli elettronici, non riesce ad immagazzinarli tutti e questo riduce la capacità di ascolto e concentrazione (Galdo, 2011).

I genitori devono avere piena consapevolezza di cosa significhi dare nelle mani di un bambino uno smartphone. 

Non si vuole demonizzare l’uso della tecnologia; un ragazzo utilizza internet anche per quel che riguarda la didattica, e in questo caso bisogna offrirgli tutti i mezzi e le informazioni, dando dei limiti, rispetto all’uso di internet. 

Per i bambini al di sotto dei 6 anni invece, l’utilizzo di internet, dello smartphone o del tablet andrebbe evitato. I Bambini non ne hanno la necessità e si possono trovare dei giochi ugualmente appassionanti e ricreativi da fare insieme a tutta la famiglia. 

Testo elaborato da Simona Caramaschi

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