EMOZIONI: FIDUCIA IN SE STESSI

La fiducia in se stessi è da sempre una caratteristica che stupisce gli altri.

E’ un tratto piuttosto sfuggente: appena la troviamo subito la perdiamo. Il dubbio che la fiducia in noi stessi possa sfuggire al nostro controllo è qualcosa che non ci abbandona mai.

Negli anni Settanta i guru dell’auto-aiuto dicevano che la fiducia in se stessi era l’unica differenza tra voi e il tipo carismatico a cui venivano aperte tutte le porte. Ma come si faceva a ottenerla? Dovevate in pratica truffare voi stessi, utilizzando un pizzico di pensiero magico: Fake it till you make it (fingi finché non ci riesci).

Ma questo tentativo di ingannare gli altri, mostrandoci più ottimisti sulle nostre capacità di quanto in effetti non fossimo, lasciava forse intravedere un sottile disprezzo. Se era così, allora i veri bersagli della truffa eravamo noi stessi. Inoltre, il mantra del “fingi finché non ci riesci” ha probabilmente diffuso la convinzione errata secondo cui avere fede nelle proprie capacità può rappresentare un ragionevole sostituto della reale competenza.

In tempi più recenti, gli psicologi sono arrivati a pensare che ingannare noi stessi per trasmetterci fiducia possa solo lasciarci con maggiori dubbi sul nostro conto: finiamo per sentirci, in un colpo solo, sia l’impostore, sia il pollo da spennare, e non sappiamo se prendere per buono nemmeno il fascino superficiale della nostra performance.

Da alcune indagini è emerso che se facciamo sempre finta di essere una persona che non siamo, perdiamo la fede nelle abilità che abbiamo davvero – oppure siamo terrorizzati al pensiero che presto verremo scoperti. In più, un eccesso di fiducia in se stessi può diventare un ostacolo, perché blocca quel desiderio di auto-miglioramento che spinge le persone insicure a lavorare sodo.

Quindi, invece di correre dietro a quella gloriosa sensazione di invincibilità, possiamo fidarci di emozioni più contenute, più silenziose e imparare ad amare anche l’incertezza, l’esitazione e la confusione.

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